
I gatti in questa storia non sono semplici spettatori, ma veri e propri motori dell’azione che influenzano il destino dei due protagonisti umani, Chris e Beatrice. Il loro intervento è così decisivo che la trama stessa dichiara che il destino ha scelto di mettersi “nel pelo di un gatto” per farli rincontrare.
Ecco i modi principali in cui i gatti influenzano e determinano la storia d’amore:
- Fungono da legame fisico e pretesto per l’incontro: Jolly Rogers, il nobile randagio romano, diventa il compagno inseparabile di Chris durante le sue camminate per Roma. Quando Chris incontra Beatrice durante lo scippo, il gatto diventa il punto di contatto tra i due: Chris usa Jolly Rogers per rompere il ghiaccio e, nel momento della fuga dalle fan, lo affida a Beatrice gridando: “Abbia cura del mio gatto. Tornerò!”. Questo crea un obbligo morale e un motivo concreto per Chris di tornare da lei.
- Agiscono come “registi” e strateghi della relazione: Melisenda, la gatta di Beatrice, svolge un ruolo fondamentale come mente dietro le quinte. È lei a riconoscere Chris Blackfeather dalla finestra, capendo che si tratta dell’attore di cui Beatrice è innamorata. Decisa a liberare la sua “umana” da un matrimonio infelice con il traditore Daniele, Melisenda elabora un piano per farli incontrare e per smascherare il marito.
- Smascherano gli ostacoli all’amore: Melisenda, collaborando con la cagnolina Wanda e sfruttando la “rete informativa” degli animali, scopre i tradimenti di Daniele. In un momento cruciale, Melisenda interviene fisicamente manomettendo i cellulari di Daniele e della sua amante (togliendo la suoneria) per assicurarsi che vengano colti sul fatto da Beatrice, accelerando così la fine del matrimonio e liberando la strada per Chris.
- Offrono una prospettiva cinica e veritiera: Attraverso i loro commenti sarcastici, i gatti mettono a nudo le insicurezze e i sentimenti nascosti degli umani. Jolly Rogers nota come Chris guardi Beatrice “come se avesse visto una Madonna”, mentre Melisenda osserva Beatrice sognare ad occhi aperti l’attore. Il loro punto di vista aiuta il lettore a capire la profondità del legame che sta nascendo, ben prima che gli umani ne siano pienamente consapevoli.
- Restano custodi dell’amore nel tempo: Anche nell’epilogo e nelle sequenze oniriche, i gatti appaiono come testimoni della felicità della coppia, vegliando su di loro anche “dal Ponte Arcobaleno” e ricordando con affetto il momento in cui la loro vita è cambiata.
Senza l’intervento “felino” di Jolly Rogers come tramite e l’astuzia di Melisenda come stratega, Chris e Beatrice probabilmente non avrebbero mai avuto l’opportunità di superare le barriere del tempo e delle loro complicate vite passate.


Jolly Rogers e Melisenda rappresentano due facce opposte della “romanità” felina, riflettendo perfettamente il contrasto tra la vita di strada e quella domestica aristocratica che caratterizza la narrazione.
Ecco le principali differenze tra i due protagonisti a quattro zampe:
1. Origini e Status Sociale
- Jolly Rogers si definisce un “nobile randagio romano”. È un veterano della strada, abituato a vivere di espedienti e a combattere per la sopravvivenza nelle colonie feline della capitale.
- Melisenda è invece una “nobilgatta” (o “aristogatta”, termine che però trova troppo plebeo) che vive in un appartamento “sotto una campana di vetro”. Si considera di un livello superiore e inizialmente guarda Jolly Rogers con estremo disprezzo, chiamandolo “cafone borgataro”.
2. Aspetto Fisico
- Jolly Rogers porta i segni delle sue battaglie: ha il pelo grigio striato, un occhio cieco e un orecchio mozzato (segno distintivo dei gatti di colonia sterilizzati dalla ASL). Il suo aspetto è quello di un “Rambo in pensione”.
- Melisenda è una splendida certosina dal pelo grigio uniforme e occhi color ambra. È elegante, curata e sposta con grazia la sua “pupilla stanca” solo su ciò che ritiene alla sua altezza.
3. Personalità e Linguaggio
- Jolly Rogers ha un carattere schietto, cinico ma in fondo generoso. Parla un romanesco verace e “coatto”, tipico di chi è cresciuto tra i vicoli e i mercati. È molto pratico e non sopporta le “smancerie” o i piagnistei degli umani, che chiama spesso “bietoloni” o “stupidi turisti”.
- Melisenda è sarcastica, vanitosa e dotata di un’intelligenza strategica raffinata. Il suo linguaggio è più ricercato, anche se non meno tagliente, specialmente quando critica le scelte estetiche o sentimentali della sua umana Beatrice.

4. Il ruolo nella storia
- Jolly Rogers funge da “guardia del corpo” e guida per Chris. È l’elemento di rottura che permette l’incontro fisico tra i due protagonisti, venendo affidato a Beatrice nel momento cruciale dello scippo.
- Melisenda agisce come una vera e propria regista occulta. È lei che riconosce Chris, che complota con la cagnolina Wanda e che interviene fisicamente manomettendo i cellulari per far scoprire il tradimento di Daniele, spingendo Beatrice a cambiare finalmente vita.
Mentre Jolly Rogers porta nella storia la forza e la saggezza della strada, Melisenda vi apporta l’astuzia e la determinazione di chi vuole proteggere il proprio ambiente domestico dalle intrusioni indesiderate.

In “Due cuori a zonzo (per tacer dei gatti)”, Wanda e la rete dei cani giocano un ruolo strategico fondamentale, agendo come una sorta di “servizio segreto” a quattro zampe che permette ai gatti di orchestrare il destino degli umani.
Ecco i dettagli del loro contributo alla storia:
Wanda: La Bassottina dal Cuore d’Oro
Wanda è una bassottina a pelo raso dal pedigree immacolato, appartenente a Paola (la migliore amica di Beatrice). Nonostante il luogo comune sull’inimicizia tra cani e gatti, lei e Melisenda sono grandi amiche che si scambiano regolarmente notizie e confidenze.
- Mamma adottiva: Wanda ha un istinto materno così forte da aver allattato e cresciuto due gattini abbandonati, Red e Toby, prima che venissero dati in adozione.
- Motivazione personale: Decide di aiutare Melisenda nel suo piano contro Daniele anche perché quest’ultimo è stato molto sgarbato con lei, soprannominandola ironicamente “Dumbo” a causa delle sue grandi orecchie.
La Rete Informativa dei Cani
Il ruolo più importante dei cani è quello di fungere da “Intelligence”. Melisenda spiega che la rete informativa canina è più rapida ed efficiente di Internet, del KGB o della CIA.
- Lo scoop su Chris Blackfeather: È grazie a questo passaparola che Melisenda riceve la conferma dell’arrivo dell’attore a Roma. La notizia viaggia attraverso una catena di informatori: Willie (il pinscher della signora Carla), Giada (la Yorkshire della signora Ada), Rex (il pastore tedesco del portinaio) e Sansone (il pastore belga).
- Lo smascheramento di Daniele: È stata Wanda a informare Melisenda dei numerosi tradimenti di Daniele, non solo con la segretaria ma anche con diverse scappatelle occasionali.
Collaborazione Logistica e Operativa
Wanda partecipa attivamente allo svolgimento degli eventi finali:
- Supporto per Jolly Rogers: Quando Jolly Rogers viene “affidato” a Beatrice, Wanda lo accoglie calorosamente in casa di Paola, mettendogli a disposizione la vecchia lettiera e il cesto che aveva conservato dai tempi dei suoi “figli-gatti”.
- Il caos finale: Durante la scena dello smascheramento di Daniele, Wanda contribuisce a creare la “cagnara” (il frastuono) che attira l’attenzione degli altri condomini e delle forze dell’ordine, rendendo lo scandalo pubblico e irreversibile.
Mentre i gatti sono le “menti” dietro l’unione di Chris e Beatrice, i cani rappresentano il braccio operativo e informativo, senza il quale Melisenda non avrebbe mai avuto le prove necessarie per liberare la sua umana dal matrimonio fallimentare.

L’amicizia tra Jolly Rogers e Chris nasce a Villa Borghese, dove i due condividono un pasto a base di pane e porchetta su un prato,. Il gatto, un “nobile randagio romano” con un occhio cieco e veterano di mille battaglie, decide inizialmente di strofinarsi sulla gamba del ragazzo per ringraziarlo della compagnia e del cibo.
Il rapporto si trasforma in un vero legame quando Jolly Rogers decide di fare da “guardia del corpo” a Chris,. Il gatto, infatti, sveglia Chris mentre quest’ultimo dorme profondamente sul prato, proteggendolo dal sole cocente che aveva cambiato posizione e dai potenziali borseggiatori della capitale,,. Chris, che sta cercando di passare inosservato a Roma seguendo i consigli dell’amico Ricky, apprezza la compagnia del felino e inizia a parlargli in un mix di inglese e romanesco approssimativo,,.
La loro intesa si consolida durante una lunga passeggiata attraverso i luoghi iconici di Roma, dal Pincio a Largo Argentina, fino al Ghetto ebraico. L’amicizia viene “ufficializzata” in un ristorante del Ghetto: Chris ordina dei carciofi alla giudia per sé e chiede al cameriere un piatto speciale per il gatto, pagando generosamente per assicurarne il buon trattamento,. Proprio in quel momento, Chris dà al gatto il nome Jolly Rogers, notando come il suo occhio cieco lo faccia somigliare a un pirata. Il gatto, colpito dal fatto che Chris lo tratti come un suo pari e non come una reliquia o un povero randagio, decide di non lasciarlo più,,.

Gli umani vengono osservati dai gatti con una lente ironica, cinica e spesso di superiorità, venendo descritti come creature goffe, incoerenti e talvolta decisamente “tontolone”. Sia Jolly Rogers che Melisenda filtrano il comportamento dei loro “due zampe” attraverso una saggezza felina che mette a nudo tutte le fragilità umane.
Ecco come appaiono gli umani attraverso i loro occhi:
1. Creature ingenue e un po’ “Bietolone”
Per Jolly Rogers, l’umano medio (e Chris in particolare) è un “bietolone” o un “torsolo”, ovvero qualcuno di fondamentalmente ingenuo che non saprebbe cavarsela senza l’aiuto di un gatto.
- Mancanza di istinto di sopravvivenza: Jolly Rogers osserva con sconcerto Chris che si addormenta sotto il sole cocente di Villa Borghese, rischiando di farsi rubare tutto o di “rosolare”, e si sente in dovere di fargli da “guardia del corpo”.
- Conversazioni assurde: Jolly Rogers trova ridicolo che Chris parli per dieci minuti con un gatto o che faccia monologhi drammatici sulla sua vita da star, definendolo senza mezzi termini “deficiente” perché non apprezza la sua fortuna.
2. Abitudini fisiche incomprensibili
I gatti guardano con estremo scetticismo le abitudini quotidiane degli umani, che trovano bizzarre e poco efficienti.
- L’igiene: Melisenda trova incomprensibile il modo in cui gli umani si lavano sotto l’acqua corrente, paragonando Beatrice a una “foca in una vasca” e ribadendo che la pulizia felina (leccarsi) è molto più raffinata.
- Il bagno: Jolly Rogers è inorridito dal “preludio” radioattivo che Chris lascia in bagno la mattina, considerandolo meno educato di un animale.
- Il look: L’abbigliamento umano è spesso oggetto di scherno. Jolly Rogers deride gli “orribili bermuda fiorati” di Chris e nota con sarcasmo la sua vanità nel possedere centinaia di magliette con la propria faccia stampata sopra.
3. Contraddizioni e “Pazzia”
Gli umani appaiono ai gatti come esseri psicologicamente fragili e spesso incoerenti.
- Drammi mattutini: Melisenda osserva Beatrice che si dispera davanti allo specchio e conclude che la sua umana debba avere l’Alzheimer, dato che ogni mattina sembra non riconoscere la propria immagine invecchiata.
- Incapacità di agire: I gatti sono molto critici verso i “piagnistei” degli umani ricchi. Jolly Rogers vede in Beatrice e Paola due “sfigate” che si lamentano della propria vita insoddisfatta pur avendo i soldi in tasca, mancando della grinta necessaria per cambiare davvero le cose.
4. Il legame affettivo: da “Sottomessi” a “Pari”
Nonostante il sarcasmo, il giudizio dei gatti cambia quando sentono di essere rispettati.
- Il riconoscimento del valore: Jolly Rogers decide di restare con Chris non solo per il cibo, ma perché l’attore lo tratta come un suo pari, e non come una reliquia o un povero randagio.
- La missione protettiva: Anche se li chiamano “stupidi”, i gatti sentono una profonda responsabilità verso gli umani. Melisenda si trasforma in una stratega per liberare Beatrice da un marito traditore (che definisce un “buzzurro ripulito”), dimostrando che, agli occhi dei gatti, gli umani hanno un disperato bisogno di una guida felina per trovare la felicità.
In sintesi, per i protagonisti felini, gli umani sono “strani popoli” che accompagnano ogni parola con troppi gesti e smorfie, ma che alla fine meritano di essere salvati da se stessi.

